L'RCS è uno standard aperto, ma su Android solo l'app di Google riesce a inviarlo
Senza più Samsung Messages, Google Messages è l'unica app Android che invia RCS. Uno standard aperto dietro l'app di una sola azienda è un vincolo, e gli utenti dovrebbero farsi sentire.
Immagine generata con l'IA
A cosa serve uno standard aperto se solo l'app di una singola azienda sa parlarlo? È la domanda che la messaggistica su Android ci pone oggi, e la risposta non è lusinghiera.
I fatti sono semplici. Come riassume MakeUseOf, Samsung Messages ha chiuso e, da quest'estate, Google Messages è l'unica app Android che può inviare RCS. Forbes racconta di Samsung che manda in pensione la sua app dopo 17 anni e spinge i possessori di Galaxy verso quella di Google. Un altro dettaglio: una spiegazione di SimplyRCS sostiene che WhatsApp, Signal e Telegram non sono client RCS, e che le app per gli SMS come Textra non supportano l'RCS e declassano ogni conversazione. È la pagina di un fornitore, quindi una fonte secondaria, ma concorda con il resto.
«Standard aperto» significa poco quando c'è una sola porta
L'RCS è stato presentato come il successore adulto degli SMS, qualcosa su cui qualsiasi operatore o app avrebbe potuto costruire. In pratica, come osservano gli appunti di ricerca di uno sviluppatore su GitHub, l'RCS su Android è di fatto un sistema chiuso, gestito da Google Messages e da partnership con gli operatori tramite Google Jibe, senza un SDK pubblico per le app di terze parti. Le API di telefonia della piattaforma esistenti sono riservate al sistema e richiedono permessi privilegiati che le app normali non possono ottenere.
MakeUseOf aggiunge il lato commerciale: un'app concorrente dovrebbe allearsi con un hub RCS per raggiungere la rete universale, e finora l'ha fatto solo l'app di Samsung, ormai dismessa. Quindi lo standard sarà aperto sulla carta, ma l'ingresso pratico ha la forma di una porta di Google.
Non parleremmo di complotto. Creare un client RCS non è facile, e si capisce perché in pochi ci siano riusciti. Ma l'intenzione conta meno del risultato. Quando una sola azienda fornisce l'app, le partnership infrastrutturali e, secondo un commentatore di Hacker News, la dipendenza da Google Play Services necessaria per attivare le funzioni, «aperto» diventa una parola di marketing.
L'uscita di Samsung è il vero campanello d'allarme
Samsung era l'ultimo grande controesempio. La sua app mostrava che un client non Google poteva gestire l'RCS. Ora non c'è più, e il messaggio ai suoi utenti è di passare a Google Messages. Per chi ha un Galaxy può andare benissimo oggi, e a nostro avviso Google Messages è una buona app. Proprio per questo la situazione è pericolosa: nessuno protesta finché il monopolio è piacevole.
Pensa a cosa può decidere da solo un unico guardiano: quali funzioni arrivano, quali operatori hanno la priorità, come vengono trattati i tuoi dati. La pagina di supporto di Google dice che le chat RCS sono «fornite da Google o dal tuo operatore mobile». Nota chi viene nominato per primo. Non sosteniamo che Google ne abbia abusato. Diciamo che nessuno fuori da Google potrebbe impedirlo se lo facesse, e questo è un difetto di progettazione, non un'ipotesi.
Una via d'uscita forse c'è, e non è un hack
XDA ha riferito che Google Messages contiene un'API nascosta che potrebbe permettere alle app di terze parti di inviare RCS, anche se l'aggiornamento della stessa testata la indica come riservata a Samsung. La nostra lettura, e resta solo una lettura, è che il percorso tecnico esista e che aprirlo sia una scelta politica, non un'impossibilità ingegneristica.
Cosa dovrebbe succedere? Un modo pubblico e documentato perché qualsiasi app di messaggistica predefinita possa inviare e ricevere RCS, con la stessa crittografia, aperto agli sviluppatori che rispettino requisiti chiari. Non un favore a un solo produttore, ma un'interfaccia su cui chiunque possa costruire. Apple è stata trascinata a supportare l'RCS, e sarebbe ben ironico se il fronte Android finisse per essere meno aperto di quanto racconti il marketing.
Usa Google Messages, ma non chiamarlo aperto
Per ora, un consiglio pratico: usa Google Messages, perché per l'RCS su Android non esiste una vera alternativa, e non perdere tempo a cercarla. Ma non confondere la comodità con un ecosistema sano.
Gli sviluppatori delle app concorrenti dovrebbero dire a voce alta che vogliono l'accesso. I regolatori che già si occupano del potere delle piattaforme dovrebbero aggiungere i client di messaggistica all'elenco dei temi da approfondire. E gli utenti comuni possono semplicemente porsi la domanda con cui è iniziato questo pezzo, perché uno «standard aperto» dovrebbe poter essere messo alla prova: se non ci puoi costruire sopra, non è aperto. Finché Google non dimostrerà il contrario con un'API pubblica, l'RCS su Android è Google Messages con qualche passaggio in più.
Ancora nessun argomento: apri il primo.
Altri articoli
Il realme GT 8 Pro dimostra che i top di gamma sono diventati noiosi, non finiti
Un modulo fotocamera sostituibile firmato RICOH e una batteria da 7000 mAh rendono il realme GT 8 Pro una rara sorpresa, ma il fascino conta solo se il software lo tiene in vita.
Googlebook non conquisterà chi ha un Galaxy copiando ciò che Samsung DeX già fa
Googlebook porta finalmente un vero desktop su Android, ma per chi ha un Galaxy DeX copre già gran parte del lavoro, gratis. Google deve trovare un argomento più forte di «è un portatile».
L'aggiornamento ad Android 17 di Nothing è un buon inizio, non una vittoria
Nothing OS 5.0 è arrivato il 30 ottobre su altri quattro telefoni, in anticipo secondo alcune fonti. I piccoli marchi possono battere i giganti, ma solo se l'aggiornamento raggiunge tutti.
Il bug silenzioso delle notifiche di Android Auto è un problema di fiducia
Quando Android Auto smette di mostrare i messaggi, nessuno ti avvisa. Il difetto svela una catena fragile tra telefono, app e auto, e perché Google dovrebbe farsene carico e dirlo.



