Il MacBook Pro touch è il momento iPhone del Mac, ma il sovrapprezzo dell’OLED è indigesto
Dynamic Island e touchscreen mostrano Apple che avvicina il Mac alla logica dell’iPhone. I 400-500 € in più per l’OLED sono molto più difficili da difendere dell’idea che c’è dietro.
Immagine generata con l'IA
Nel 2010 Steve Jobs avrebbe definito l’idea di un touchscreen su un portatile una catastrofe ergonomica, come ricorda Frandroid. Sedici anni dopo, Apple ne ha presentato uno. La domanda interessante non è se Apple abbia cambiato idea, ma che cosa dice questo cambio di rotta su dove sta andando il Mac.
Apple ha presentato il MacBook Pro con display PROLED XDR il 28 ottobre a Los Angeles. È il primo Mac con touchscreen, pannello OLED tandem e Dynamic Island al posto del notch. La Dynamic Island ospita Spotlight, le Live Activities e Siri AI. I preordini sono aperti, con le prime consegne il 6 novembre. I chip restano l’M5 Pro e l’M5 Max di marzo, e l’M5 Pro da 14 pollici pesa 1,38 kg, 220 grammi in meno del fratello Mini LED, secondo Frandroid.
La Dynamic Island è il vero messaggio
Il touchscreen si prende il titolo, ma è la pillola a tradire le intenzioni. Il touch è pensato per funzionare insieme a tastiera e trackpad, non al loro posto, e per ora lo prendiamo alla lettera. Eppure una pillola che tocchi per mettere in pausa un brano o accettare un AirDrop è puro comportamento da iPhone, ora su un sistema operativo desktop. Apple non sta fondendo macOS e iPadOS, almeno sulla carta. Sta fondendo le abitudini.
Non è necessariamente un male. Sostituire un notch inutile con qualcosa di utile è un miglioramento, e le app creative con supporto touch (Final Cut Pro, Logic Pro) hanno un caso plausibile. Ma c’è un problema: secondo Frandroid, Spotlight passa nell’isola solo se Siri AI è disponibile e attivata. Siri AI è soltanto in beta in macOS 27.2 e, stando allo stesso resoconto, resta bloccata nell’Unione Europea su iPhone, iPad e Apple Watch. Una funzione di punta che dipende da un’altra non disponibile ovunque è una base instabile.
Ci pare anche che la formula «il touch è facoltativo» sia un po’ troppo comoda. Una volta che il Mac avrà un touchscreen e una pillola pensata per i polpastrelli, gli sviluppatori probabilmente cominceranno a progettare per quello. Numerama si chiede già se questo preannunci app macOS e iPadOS più vicine tra loro, ed è la domanda giusta.
Il sovrapprezzo dell’OLED è il punto in cui il ragionamento crolla
Ora il denaro. Secondo il dettaglio dei prezzi di Frandroid, a parità di chip, memoria e archiviazione, il modello OLED touch costa 400 € in più del Mini LED nella versione da 14 pollici e 500 € in più in quella da 16. Il 14 pollici parte da 3.299 €; il Mini LED resta in vendita da 2.899 €.
Cosa si ottiene per quei soldi? Un pannello più luminoso (fino a 2.000 nit in SDR contro 1.000), un corpo più leggero e il touch. Cosa non si ottiene: un chip nuovo o un’autonomia dichiarata più lunga, che secondo Frandroid è identica a quella dei modelli Mini LED. Frandroid osserva che i 400 € di differenza sul modello piccolo pagano lo schermo OLED touch e uno chassis più leggero, e per noi è una proposta di valore magra quando il motore non cambia.
Numerama indica la carenza di memoria e i costi dell’OLED come aggravanti, ed è plausibile. Ma spiegare un prezzo non significa giustificarlo. Pagare da 400 a 500 € in più per uno schermo che magari toccherai solo ogni tanto, su una macchina con gli stessi chip e le stesse prestazioni promesse, ci sembra una tassa per chi arriva per primo.
Chi dovrebbe comprarlo e chi aspettare
Coloristi e fotografi che hanno bisogno di Adobe RGB e del contrasto dell’OLED hanno un motivo concreto per valutarlo, come sottolinea Digit. Forse anche musicisti e montatori che vogliono trascinare le clip con il dito. Tutti gli altri pagano per un restyling di prima generazione.
Ci sono anche delle incognite. Apple non ha reso noti il numero di ventole né i livelli di rumore, promette prestazioni sostenute dell’M5 Max in uno chassis più leggero che solo i test potranno confermare, e ha aggiunto la stabilizzazione della fotocamera durante l’uso touch, il che suggerisce che il pannello possa ancora ballare un po’. Frandroid segnala inoltre che i dati sulla batteria sono stati misurati su unità di preproduzione.
Il nostro verdetto: la direzione è giusta, l’esecuzione sembra promettente e la politica dei prezzi è avida. Se non ti serve l’OLED, il modello Mini LED da 2.899 € è l’acquisto sensato. Se il touch ti tenta, aspetta le recensioni indipendenti e che macOS dimostri di saper rendere utile la pillola senza Siri AI.
Ancora nessun argomento: apri il primo.
Altri articoli
L'iPhone Duo non ruberà i fan a Samsung, ma ne comprimerà i prezzi
TrendForce stima Apple al 29,8% dei pieghevoli nel 2027. Per noi la vera notizia non sono le defezioni da Samsung, ma un mercato più grande in cui Apple fissa il tetto dei prezzi.
La patch per il jailbreak di MIE: la sicurezza hardware guadagna tempo, non immunità
Un jailbreak ha aggirato la protezione di memoria di Apple e quasi tutti i bug sono stati corretti. L'hardware alza il costo degli attacchi, ma aggiornare subito resta la difesa migliore.
Il controllo con selfie di iOS 27.2 va bene. Il problema è mettere il varco nel sistema
La verifica dell’età sul dispositivo di Apple sembra rispettosa della privacy, ma una scansione del volto integrata in iOS è uno strumento per qualunque legislatore. Apple dica dove si ferma.
Apple ammette il problema allo schermo dell'iPhone Duo. Ora deve sistemare la policy
Offrire la sostituzione è un inizio, non una risposta. Apple deve ancora una promessa valida per tutti, senza dare la colpa agli utenti, e una spiegazione chiara del perché gli schermi si rompono.



