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Redazione Mobilsfera
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Il crollo del 20% degli smartphone è un problema di prezzi: tenerselo è la mossa giusta

Le spedizioni scendono a 254,7 milioni di unità, il peggior terzo trimestre dal 2013. Costi in aumento e pressione sui prezzi frenano gli acquirenti: la scelta sensata è tenere lo smartphone.

Pubblicato
30 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Come si chiama un mercato in cui quasi nessuno è costretto adacquistare il prodotto e i costi dei dispositivi continuano comunque a salire? Negli smartphone, la risposta dell'ultimo trimestre è stata un calo del 20%.

Le spedizioni globali sono scese del 20% su base annua nel terzo trimestre 2026, a 254,7 milioni di unità, secondo Omdia. È il peggior terzo trimestre dal 2013. Le stime preliminari della società, come riassume Semiconductor Today, descrivono una brusca accelerazione rispetto al calo del 6% del trimestre precedente.

Omdia indica la crescente pressione sull'accessibilità economica e l'aumento dei costi dei dispositivi. Secondo la società, i mercati emergenti sono stati i più colpiti. Aggiunge che i grandi produttori del segmento di massa hanno risposto ai problemi di magazzino proteggendo i margini e riducendo le gamme. Samsung e Apple hanno guadagnato quote e, riferisce iThinkDiff, le spedizioni di iPhone hanno tenuto a 56,5 milioni.

È una crisi dei prezzi travestita da carenza di memoria

La strozzatura sulla memoria è reale, e la stessa Omdia descrive il trimestre come una crisi della memoria che sta ridisegnando la concorrenza. Ma la carenza di un componente non fa calare la domanda da sola. Succede quando il costo arriva agli acquirenti e questi possono semplicemente dire di no.

Questo è il punto chiave. I rapporti dicono che i costi sono saliti e che i produttori hanno dato priorità ai margini. Noi la leggiamo come una scelta: quando i componenti costano di più, si può assorbire una parte del costo, tagliare le specifiche o alzare il prezzo. Il settore potrebbe benissimo aver puntato sulla terza opzione, con il risultato che meno persone entrano nei negozi. Ma i dati non dicono come ogni marchio abbia ripartito queste scelte, quindi questa è una nostra interpretazione, non un fatto misurato.

Guarda dove è ricaduto il colpo. I mercati emergenti, dove un aumento di qualsiasi entità può decidere se l'acquisto avviene o no, hanno subito i cali più netti. Un mercato che dipende dalla fascia economica è il primo a cedere quando il low cost smette di essere economico.

I due colossi vincono per esclusione, non per bravura

È facile leggere la tenuta di Apple come la prova di una strategia superiore. Noi saremmo più prudenti. Quando le fasce media e bassa vengono compresse e i produttori sfoltiscono i listini, chi continua a comprare tende a orientarsi verso i marchi di cui si fida e che può permettersi di finanziare. Il fatto che Samsung e Apple guadagnino quote è coerente con questo schema. Non significa necessariamente che una delle due venda di più grazie a telefoni migliori.

Per Android, la parte scomoda è la lunga coda. I marchi che vivono di volumi e margini sottili hanno meno spazio per assorbire uno shock sulla memoria. Se «proteggere il margine» diventa il manuale di tutti, ci aspettiamo meno modelli, meno esperimenti e prezzi meno aggressivi in fascia bassa. Sarebbe una cattiva notizia per chi apprezzava Android proprio perché offriva un buon telefono a un prezzo contenuto.

Vince chi tiene lo smartphone un altro anno

Veniamo alla pratica. Spedizioni non significa vendite, ma un calo del 20% suggerisce che molte persone abbiano deciso che il loro telefono attuale fosse abbastanza buono. Pensiamo che abbiano avuto ragione.

Se la batteria dura ancora tutto il giorno, lo schermo è integro e il telefono riceve ancora aggiornamenti software, le ragioni per cambiare in un mercato sotto pressione sui costi sono deboli. Aspettare costa pochissimo. Comprare adesso può voler dire pagare un sovrapprezzo per un picco di costi che potrebbe durare o no. Non possiamo promettere che i prezzi scenderanno, e i rapporti che abbiamo esaminato non lo prevedono, ma chi aspetta conserva l'opzione, mentre chi paga la perde.

Le mosse sensate sono semplici:

  • Sostituisci la batteria prima di sostituire il telefono.
  • Controlla quanti anni di aggiornamenti restano al tuo modello.
  • Cambia solo quando qualcosa è davvero rotto o non è più sicuro.

Il nostro verdetto: questo trimestre è un avvertimento per i produttori, non per i consumatori. Omdia attribuisce la colpa alla pressione sull'accessibilità economica e all'aumento dei costi, e secondo noi gli acquirenti hanno guardato i nuovi cartellini e hanno trovato più convincente il vecchio telefono in tasca. Se il settore vuole recuperare i volumi, deve fare in modo che il prossimo upgrade costi meno dell'ultimo, invece di difendere i margini su un mucchio di vendite che si riduce. Fino ad allora, tenersi il proprio telefono sembra l'affare migliore del mercato.

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