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Il muro NFC dell’iPhone si sta incrinando, ma Apple Pay resta in vantaggio

Il Regno Unito vuole wallet concorrenti sull’iPhone, ma commissioni di accesso più basse non basteranno a creare concorrenza senza servizi davvero utili.

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21 ottobre 2026
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Foto: European Commission / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

Il controllo di Apple sui pagamenti tramite iPhone sta finalmente affrontando una seria sfida strutturale. La Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito vuole concedere ai fornitori di servizi di pagamento concorrenti un accesso più ampio alla tecnologia contactless dell’iPhone e permettere agli utenti di scegliere un wallet alternativo ad Apple Pay come predefinito. Questo potrebbe indebolire uno dei vantaggi più preziosi dell’ecosistema Apple. Ma aprire la porta non equivale a convincere qualcuno a varcarla.

La CMA ha aperto una consultazione il 20 ottobre 2026, proponendo l’accesso all’NFC dell’iPhone a condizioni eque, ragionevoli, trasparenti e non discriminatorie, con scadenza per l’invio delle osservazioni fissata al 17 novembre 2026. Secondo l’autorità, il cambiamento dovrebbe portare a «commissioni di accesso sostanzialmente più basse», come riferisce Reuters. Apple dovrebbe contestare le proposte in tribunale.

Il vero vantaggio di Apple non è solo il chip NFC

La versione più diffusa di questa disputa è semplice: Apple controlla il percorso hardware, quindi i concorrenti non possono usare un iPhone per pagare avvicinandolo a un terminale. È vero, ma non è tutto. Il vantaggio di Apple nasce dalla combinazione di accesso all’NFC, app Wallet preinstallata, impostazione predefinita, integrazione con il sistema operativo e anni di familiarità da parte dei consumatori.

La proposta britannica interviene sui primi due elementi. I fornitori concorrenti potrebbero accedere alla funzione contactless e gli utenti potrebbero selezionare un altro servizio di pagamento predefinito. È importante, perché un wallet che richiede una configurazione aggiuntiva, l’apertura manuale di un’app o una posizione meno visibile in iOS parte con uno svantaggio serio.

Il resoconto della CMA sul proprio lavoro chiarisce la portata più ampia della questione: il 22 ottobre 2025 la piattaforma mobile di Apple ha ottenuto nel Regno Unito lo Strategic Market Status per cinque anni, con riferimento al sistema operativo, alla distribuzione delle app e ai browser mobili. L’autorità afferma che il lavoro sull’NFC è seguito alla raccolta di prove presso aziende fintech e società di servizi finanziari, per capire in che modo l’accesso potrebbe sostenere l’innovazione. La CMA spiega qui il processo.

A nostro avviso, questo vantaggio dell’ecosistema è più importante della radio in sé. Un wallet concorrente può essere tecnicamente disponibile e restare comunque praticamente invisibile.

Un accesso più economico è necessario, ma non è un modello di business

La proposta punta a una barriera concreta. Il sistema introdotto da Apple nel 2024 in diversi Paesi, tra cui il Regno Unito, permette alle società di pagamento di usare l’NFC in base ad accordi commerciali, condizioni di sicurezza e privacy e relative commissioni. Banche e fintech hanno inoltre contestato la commissione dello 0,15% che Apple applica alle transazioni con carta di credito effettuate tramite Apple Pay.

Questo dà ai concorrenti un motivo per protestare, ma non automaticamente un motivo per investire. Creare un wallet richiede molto più dell’accesso a un’interfaccia contactless. I fornitori hanno bisogno di una proposta chiara per i consumatori, rapporti con emittenti e commercianti, sistemi antifrode, assistenza clienti e una scala sufficiente a giustificare il mantenimento di un prodotto separato per iPhone.

Il mercato esistente comprende inoltre diversi tipi di wallet. Apple Pay e Google Pay sono wallet «pass-through» che tokenizzano le carte di pagamento, mentre servizi come PayPal adottano un modello in più fasi, nel quale il denaro viene aggiunto al wallet e trasferito in seguito. Come spiega l’analisi di Bird & Bird, questa distinzione influisce sul modo in cui questi servizi si collegano a banche, circuiti di carte, commercianti e utenti.

Ecco perché commissioni più basse potrebbero produrre una prima ondata di concorrenza deludente. Se le banche si limitassero a replicare Apple Pay con un’icona diversa, la maggior parte degli utenti avrebbe pochi motivi per cambiare. Il prodotto di Apple potrebbe restare quello predefinito non perché i concorrenti siano bloccati, ma perché è abbastanza comodo.

L’opportunità più interessante va oltre la semplice copia delle carte

La possibilità più ambiziosa è che l’apertura dei wallet incoraggi metodi di pagamento diversi, non soltanto un maggior numero di wallet basati sulle carte. Le autorità britanniche e gli operatori del settore hanno discusso dei trasferimenti da conto a conto e dei pagamenti tramite open banking, compresa la possibilità di usare i wallet digitali nei punti vendita fisici.

È qui che la politica potrebbe diventare davvero importante. Un wallet concorrente che offrisse un controllo migliore sui conti bancari, ricompense più chiare, costi inferiori o nuovi modi per autenticare un pagamento darebbe agli utenti un motivo per sceglierlo. Un clone di Apple Pay con un marchio diverso, invece, no.

C’è però un problema: le alternative ai pagamenti con carta sono più difficili da spiegare e da standardizzare. I consumatori capiscono il gesto di avvicinare un wallet collegato a una carta. Potrebbero essere meno interessati a ciò che avviene dietro le quinte di una transazione da conto a conto, a meno che il vantaggio non sia immediato e evidente. La concorrenza dipenderà quindi dal design del prodotto tanto quanto dalla regolamentazione.

Non va nemmeno liquidato l’argomento di Apple sulla sicurezza. L’azienda sostiene che limitare l’accesso all’NFC aiuti a proteggere gli utenti e a combattere le frodi. La risposta non può essere semplicemente «aprire tutto». Il quadro equo e non discriminatorio proposto dalla CMA dovrà preservare requisiti significativi in materia di sicurezza e privacy, senza trasformare tali requisiti in un nuovo potere di veto per Apple.

Il Regno Unito potrebbe vincere anche prima dell’arrivo di un wallet concorrente

Il risultato migliore non è necessariamente la sostituzione improvvisa di Apple Pay. Potrebbe essere un mercato in cui Apple è costretta a negoziare più seriamente, ridurre i costi di accesso, migliorare l’interoperabilità e rispondere più rapidamente alle innovazioni nei pagamenti sviluppate altrove.

L’Unione europea ha già spinto Apple a permettere ai wallet di terze parti di interoperare con l’NFC dell’iPhone, mentre il Regno Unito sta portando avanti una propria consultazione. Questa divergenza normativa potrebbe rendere l’esperienza di pagamento su iPhone meno uniforme tra i diversi mercati, ma offre anche ai fornitori più di una strada per testare nuovi prodotti.

Ora, però, l’onere passa a banche, fintech e circuiti di pagamento. Se vogliono che il Regno Unito abbia un’alternativa credibile, devono costruire qualcosa di migliore, non limitarsi a chiedere la stessa posizione privilegiata che Apple occupa oggi.

Il nostro verdetto: la proposta della CMA rappresenta una crepa significativa nel muro NFC di Apple e una correzione sensata di un collo di bottiglia dell’ecosistema. Ma gli utenti non devono aspettarsi una concorrenza immediata ad Apple Pay. A vincere sarà il fornitore capace di trasformare l’accesso in un’esperienza di pagamento davvero più semplice, sicura o utile. Fino ad allora, Apple Pay probabilmente resterà il servizio predefinito per abitudine, anche dopo il cambiamento delle regole.

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