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La scommessa sui modem Exynos di Samsung potrebbe rendere meno prevedibile l’autonomia

Le indiscrezioni sui modem M2700 e M2800 di Samsung potrebbero migliorare l’autonomia dei Galaxy, ma a decidere se gli utenti lo noteranno saranno le condizioni di rete, non solo il processo produttivo.

Pubblicato
20 ottobre 2026
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Foto: BuBrhms / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Samsung potrebbe finalmente intervenire su una delle cause meno visibili del consumo della batteria degli smartphone: il modem. È potenzialmente più importante dell’ennesimo aumento delle prestazioni, ma è anche un motivo per mantenere un certo scetticismo. Un modem più efficiente può aiutare un Galaxy a durare più a lungo, ma nessun annuncio sui 2 nm può garantire una «super autonomia» quando lo smartphone deve gestire un segnale 5G debole, passare da una banda all’altra o lavorare intensamente per mantenere la connessione.

Il piano, secondo le indiscrezioni, è ambizioso. Samsung dovrebbe introdurre il modem M2700 sviluppato internamente su alcuni modelli Galaxy S27 all’inizio del 2027, mentre la serie Galaxy S28 potrebbe ricevere nel 2028 un modem M2800 più recente, realizzato con un processo a 2 nm, come riferisce Sammy Fans. Secondo quanto riportato, l’M2700 sarebbe destinato a Galaxy S27, S27+ e S27 Pro insieme all’Exynos 2700 sui mercati globali, mentre Galaxy S27 Ultra dovrebbe utilizzare chip Snapdragon in tutto il mondo.

Quindi non è solo una questione di batteria. È anche una scommessa sul controllo, da parte di Samsung, di un numero maggiore di elementi che collegano chip, software e hardware di rete. A nostro avviso, è questo l’aspetto più interessante, e anche quello che potrebbe rendere Exynos davvero migliore oppure dare semplicemente a Samsung un’altra specifica da usare nel marketing.

È il modem a rendere credibile la promessa di autonomia di Samsung

Il modem non è il componente di cui gli utenti si vantano al momento del lancio, ma è una delle parti che devono rimanere attive ogni volta che lo smartphone è connesso. Un miglioramento dell’efficienza del modem potrebbe quindi aumentare le ore tra una ricarica e l’altra senza richiedere una batteria più capiente o una modalità di risparmio energetico software più aggressiva.

Secondo le indiscrezioni, i miglioramenti dell’M2700 non si limiterebbero a un design fisico più compatto. Il modem dovrebbe usare software e controlli della tensione migliori per ridurre il consumo in standby, compreso un problema che sarebbe stato riscontrato in alcuni modelli Galaxy S26 con chip Exynos. Anche Android Authority riferisce che l’M2700 sviluppato internamente da Samsung dovrebbe offrire una migliore efficienza energetica e dati più veloci su alcuni modelli Galaxy S27.

Questa combinazione conta più di un semplice numero legato al processo produttivo. Un modem capace di gestire la tensione in modo intelligente e di evitare picchi di consumo inutili potrebbe aiutare gli utenti nelle attività quotidiane: lasciare lo smartphone connesso durante la notte, spostarsi in zone con copertura incostante o trascorrere la giornata passando dal Wi-Fi al 5G. È in questi momenti che l’efficienza diventa un’esperienza concreta, non solo un dato di laboratorio.

Detto questo, quel «potrebbe» è fondamentale. Le informazioni disponibili descrivono piani riportati da fonti e miglioramenti attesi, non test indipendenti sull’autonomia. Samsung non ha confermato ufficialmente le specifiche dei modem di Galaxy S27 o S28 nella documentazione che abbiamo consultato.

Un modem a 2 nm non può sconfiggere un segnale scarso

Il rischio più grande è trasformare l’etichetta «2 nm» in una scorciatoia per dire «lunga autonomia». I processi produttivi più avanzati possono creare opportunità di miglioramento dell’efficienza, ma l’ambiente circostante resta decisivo. Uno smartphone sotto una copertura forte deve gestire un carico di lavoro molto diverso rispetto a un dispositivo che cerca un segnale utilizzabile all’interno di un edificio, sottoterra o ai margini della rete di un operatore.

Per questo i test nel mondo reale dovrebbero contare più delle future dichiarazioni di Samsung al lancio. I recensori dovrebbero confrontare il consumo in standby, l’uso prolungato del 5G, il passaggio tra aree con copertura diversa e il comportamento della batteria con segnali forti e deboli. Un modem che dà ottimi risultati in un test controllato potrebbe offrire un vantaggio molto più limitato a chi percorre ogni giorno una tratta con una copertura inaffidabile.

Anche i confronti tra modelli Galaxy e mercati diversi diventano più complicati. La strategia riportata suggerisce che la famiglia Galaxy S27 potrebbe usare combinazioni diverse di modem e processori a seconda del mercato, mentre Ultra potrebbe continuare a essere legato a Snapdragon a livello globale. Anche le indiscrezioni precedenti descrivevano una divisione in cui l’Exynos 2700 sarebbe stato utilizzato ampiamente al di fuori degli Stati Uniti, con Qualcomm riservata a determinati modelli e aree geografiche, secondo un report di luglio.

Questa frammentazione può rendere più difficile interpretare le dichiarazioni sull’autonomia. Due smartphone con il nome Galaxy S27 potrebbero non avere lo stesso comportamento del modem, la stessa ottimizzazione software o la stessa compatibilità di rete. Per gli acquirenti, la domanda rilevante non sarà «Exynos è valido?» in astratto. Sarà: «Quale modem monta il modello venduto qui e come si comporta sulle reti che uso davvero?»

Il vero obiettivo strategico è il controllo di Samsung sul modem

La mossa riportata di Samsung ha anche una motivazione legata alla produzione. Secondo le indiscrezioni, l’M2800 dovrebbe adottare un processo a 2 nm per Galaxy S28 e potrebbe liberare capacità produttiva a 4 nm per i componenti utilizzati nei chip HBM destinati all’hardware per l’intelligenza artificiale, come riferisce Android Headlines. Il progetto del modem, quindi, non riguarda soltanto la riduzione dei consumi di uno smartphone. Si inserisce in un tentativo più ampio di usare in modo più strategico le capacità produttive di chip di Samsung.

Per i consumatori c’è un possibile vantaggio: un’integrazione più stretta può facilitare il coordinamento tra modem, processore Exynos e software. Se Samsung riuscisse a ottimizzare questi elementi come un unico sistema, potrebbe migliorare il comportamento in standby e ridurre la vecchia percezione secondo cui le varianti Exynos sono la versione di compromesso dei Galaxy premium.

L’integrazione, però, non è automaticamente un vantaggio. Aumenta la pressione sulla capacità di Samsung di realizzarlo correttamente. Se un modem fosse meno efficiente, meno stabile o meno compatibile in un determinato mercato, i clienti non potrebbero considerarlo un componente isolato. Diventerebbe parte dell’identità dello smartphone e, potenzialmente, anche un motivo per scegliere invece una variante Snapdragon.

Il verdetto: meglio i test indipendenti dello slogan sulla «super autonomia»

La strategia di Samsung per i modem Exynos merita attenzione perché punta a una debolezza reale invece di inseguire l’ennesimo risultato nei benchmark. Un M2700 migliore potrebbe rendere più costante l’autonomia di Galaxy S27, mentre il piano riportato per l’M2800 offre a Samsung un’opportunità a più lungo termine per trasformare l’efficienza della connettività in un vero elemento distintivo.

Gli acquirenti, però, dovrebbero evitare di trarre conclusioni prima dei preordini. I dettagli sui modem di Galaxy S27 e Galaxy S28 restano riportati da fonti e non confermati ufficialmente, e la documentazione non fornisce dati verificati sull’autonomia. Il nostro consiglio è semplice: considera l’efficienza del modem un motivo promettente per tenere d’occhio Samsung, non una ragione per dare per scontata la super autonomia. Quando questi smartphone arriveranno, a vincere sarà il modello che manterrà l’efficienza su reti imperfette, non quello con il numero più piccolo nel processo produttivo mostrato durante la presentazione.

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